Scuola e pandemia.
Scuola e famiglia ai tempi del coronavirus
La relazione educativa alla luce della DAD.
In tempi di chiusura i bambini e i ragazzi lontani dalla scuola e dai suoi ritmi quotidiani hanno conosciuto la fragilità . Il tempo senza più essere strutturato ha finito con il mettere in discussione i progetti stessi, gli obiettivi che erano stati fissati. Ma educare significa innanzitutto raggiungere una meta costruire un progetto di vita e in questa situazione insegnanti e genitori hanno imparato che non ci sono programmi che tengono. Perché i giorni di chiusura hanno insegnato a guardare alla concretezza della vita oltre gli schemi. I mesi trascorsi non sono andati persi perché la scuola ha avuto l'occasione di riflettere sul proprio ruolo, è diventata più cooperativa nel senso che la cooperazione tra scuola e famiglia è stata fondamentale. La scuola entrata nelle case ha ridato una parvenza di normalità, ha rinnovato il suo sguardo sul futuro fino a ritrovare la capacità di vivere lo stesso l'apprendimento come un laboratorio del fare. Così lentamente passo dopo passo alunni, genitori, insegnanti si sono messi alla prova. Insieme è stato possibile esplorare nuove possibilità perché si è imparato ad usare un nuovo modo di comunicare prima un po' timorosi e poi sempre più sicuri. In un modo o nell'altro è stata messa in campo la volontà di stare insieme anche con fatica ma sicuramente spinti dalla voglia di cercare la normalità della relazione educativa. Una nuova sfida fatta di creatività ha riempito quegli spazi creati dal distanziamento. Le parole, gli sguardi, la condivisione delle emozioni hanno vinto gli spazi vuoti che hanno allontanato dagli altri. Se genitori ed insegnanti non avessero avuto tutto questo forse sarebbero stati più soli nelle proprie case. Si è costruita forse involontariamente una nuova routine inclusiva che ha supportato o forse ha tentato di farlo i sentimenti, anche quelli più fragili. Ma cosa resterà di questo nuovo modo di fare scuola? Le emozioni che tanto valore hanno nell'incontro tra insegnanti e alunni hanno avuto lo spazio che si meritano? Se con gli studenti sarà stato possibile imparare a dialogare, costruire, sognare qualcosa di nuovo non solo tutti saranno diventati bravi informatici ma migliori dentro. "Gli studenti non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere" e forse queste parole scritte da Plutarco in un periodo ben lontano da internet non sono mai state così vere. Il viaggio intrapreso ha portato ad un grande laboratorio sicuramente il più innovativo che mai si sarebbe potuto immaginare. Il senso di responsabilità con cui i ragazzi hanno partecipato alle lezioni a distanza ha fatto capire quanto siano importanti i valori. Gli effetti di tutto questo si potranno vedere solo a lungo termine ed allora sarà importante valutare se il ritrovarsi in aule virtuali avrà potuto poggiare su di una solida base. È così sarà possibile parlare serenamente dell'evoluzione alla quale è stata soggetta la scuola come di un occasione per intraprendere nuovi cammini. Non basterà più pensare a quanti compiti devono essere assegnati ma in primo piano si dovranno mettere le relazioni ovvero il rapporto con gli altri fatto di incontri, di scambi, di idee. Che le lezioni siano da 45, 50 o 60 minuti sarà l'intera geografia della scuola a dover essere riscritta. Ora è il momento di pensare agli schemi dei modelli che in virtù dell'autonomia ogni istituzione scolastica dovrà confezionare, al distanziamento, ai protocolli necessari per ricominciare in sicurezza ma la scuola ha bisogno di ritrovare se stessa e la sua identità. Ecco cosa può aiutare a ripartire. Incontrarsi per incontrare. Sembra un gioco di parole ma racchiude uno stile di vita estremamente potente. Le parole abitano la scuola ovunque essa sia, qualunque struttura portante si voglia pensare per ricostruire fiducia e speranza, per mettere in gioco la volontà e l'intelligenza di chi deve imparare ad ogni età grande o piccolo insegnante e alunno che sia. Parole d'ordine rifondare, riscrivere, ritrovarsi. Abbiamo costruito un anno di scuola con varianti impensabili perché " c'è una scuola grande quanto il mondo nella quale di imparare non si finisce mai e quel che non si sa è sempre più importante di quel che si sa" scriveva il grande Rodari che prima di diventare uno scrittore fu un maestro di grande fantasia e creatività. Perché in fondo crescere significa normalizzare le proprie capacità ed il proprio modo di stare con gli altri malgrado gli imprevisti e questo ce lo ha insegnato la Montessori. Forse questo anno scolastico vissuto altrove, in uno spazio telematico come fosse una parentesi che a ben guardarla può essere definita una nuova varietà della vita dove coltivare la fiducia non potrà essere archiviato facilmente. Chi la scuola la pratica sa bene che ci sono periodi felici ed altri faticosi, alcuni innovativi ed altri di servizio difficile. Ma l'essenziale sta proprio nel' imparare che l'intelligenza non è questione di geografia ma di abitudine a pensare con anche un po' di enfasi a come rialzarsi dalle fragilità.
Le richieste educative dei genitori nella pandemia. Lo sportello pedagogico virtuale.
"Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e ad uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito dal vento, non sarai lo stesso che vi è entrato." Haruki Murakami.
Le famiglie hanno dovuto affrontare il silenzio delle settimane di lockdown come un'esperienza quotidiana che ha riportato al cuore vivo delle relazioni domestiche. O meglio di tutto quanto fa parte del mondo personale e fa stare meglio. In fondo anche quando ci fermiamo la vitalità non si arresta, anzi senza il vortice che segna il solito modo di vivere è stato possibile imparare a guardarsi dentro. Forse all'inizio non si è saputo comprendere la portata di tutto questo ma è proprio sulla lunga durata che sarà possibile vedere le cose profondamente mutate e di conseguenza ciascuno diverso da prima. Si ma quanto diverso? Più solo o più unito? Domande queste del tutto legittime senza le certezze e le sicurezze di prima, senza ancore e progetti fatti in un continuum quasi scontato che più volte sono emerse negli spazi di consulenza dedicati ai genitori attivi in questi anni bibliotecagenitori.blogspot.it e da quest'anno @bibliotecagenitori. È inutile negare che tutti hanno provato il senso di vuoto mentre si guardavano i figli al computer alle prese con la scuola virtuale oppure quando parlavano con gli amici senza quel contatto umano che da spessore ad ogni forma di relazione e su tutto la preoccupazione di cosa sarebbe stato di loro.
È così quel virus contro il quale si continua a combattere alla ricerca di un fattore 0 stabile che un giorno illude ed il giorno dopo fa regredire ogni timida conquista riporta a quella paura per eccellenza del genere umano che mette a dura prova il nostro sistema di controllo. Ma ecco che la straordinaria capacità di ragionare, la voglia di vivere, di condividere e la speranza ovvero tutti quei valori relazionali vengono incontro. Ci vuole coraggio per aprirsi a nuovi spazi dove ognuno potrà trovare il proprio posto e la propria occasione di vita nuova. Prima le famiglie dovranno superare le difficoltà dell'emergenza sanitaria, economica, sociale e politica. Poi insieme grandi e piccoli potranno inquadrare il problema, creare nuove storie far leva sulle memorie dei nonni che di emergenze epocali ne hanno vissute. La partita si vincerà se si darà vita ad una nuova identità fino a trovare delle nuove certezze morali. In particolare diventeranno essenziali quei legami di solidarietà tali da far trovare le risorse per sostenersi gli uni con gli altri in un nuovo dialogo, così da riscoprire il senso della parola pace come sinonimo di tranquillità, armonia ed equilibrio interno. La scuola e la famiglia in prima linea saranno impegnate nella costruzione di conoscenze che aiuteranno ad affrontare la sfida del presente o l'incertezza di una realtà che è in continua mutazione. Riscrivere il contatto umano ecco il punto di partenza in casa come a scuola e un modo nuovo di stare insieme. Tra le altre domande pervenute al blog della biblioteca genitori vi è stata quella sulle giuste modalità di cura dei figli, degli studenti che oggi ci guardano dallo schermo è più volte ci domandano un po di normalità oltre i limiti di quella rapidità che ora non ha più motivo di esistere. Una domanda da far tremare i polsi anche al più scaltro dei pensatori. E dunque proprio uno di essi ha dato una risposta efficace: Bergson filosofo francese e grande studioso di educazione che ha più volte sottolineato la necessità di riappropriarsi del tempo con passione. La decellerazione ci ha regalato un ridimensionamento del ritmo quotidiano quel tempo "interiore" che aiuta a stare meglio senza essere schiavi del tempo misurato inesorabilmente. Si deve avere il coraggio di ritrovare la calma per affrontare le situazioni in modo naturale, senza imposizioni che una convivenza così a stretto contatto rischia di imporre. Oltre la logica del "tutto o niente" che a lungo ha prevalso si possono scrutare le infinite sfumature della relazione con pazienza e disponibilità all'accoglienza.
La consulenza pedagogica e i valori relazionali.
La consulenza pedagogica riguarda luoghi e dinamiche educative che coinvolgono profondamente gli attori a livello emotivo ed in delicate dinamiche di tipo educativo ed evolutivo. Il punto nodale però sta proprio nel fatto che la crescita non è solo da considerarsi in una direzione, per intenderci solo dei figli ma anche dei genitori. Troppo spesso è stata lamentata la latitanza delle famiglie agli incontri di formazione sulla genitorialità o ai progetti di promozione della salute dove la crescita è stata intesa a 360 gradi per tutti. Eppure nella solitudine del confinamento domiciliare le richieste di confronto educativo, di stimoli di crescita e di supporto a livello relazionale sono aumentate. Così uno strumento pensato per l'auto formazione della biblioteca genitori più volte raccontato su queste pagine si è rivelato essenziale. Le dinamiche familiari e relazionali tra scuola e famiglia sono state affrontate oltre una visione specialistica quale potrebbe essere quella psicologica per mettere a fuoco situazioni, relazioni, condizioni, azioni in termini specificamente educativi per rifondare il progetto di vita oltre l'emergenza contestuale. Tutto ciò con l'obiettivo di interrogarsi sul senso profondo dell'essere genitori e dell'essere figli fino ad intravedere le possibilità di cambiamento a partire dalla nuova consapevolezza di stare insieme in modo più significativo. Così a partire dall'analisi della nuova situazione è dalla definizione degli strumenti relazionali più idonei si è dato vita ad un processo formativo di ampio respiro una presa di coscienza dei propri bisogni ed una efficace risposta alle domande di fondo.
Parole chiave sono state quelle di accompagnare e sostenere i genitori in tempi di DAD quindi in un rapporto diverso e più dilatato con la scuola che come abbiamo detto sì è trovata a scrivere una nuova geografia di spazi d'apprendimento. L'intento quindi è stato quello di favorire l'apertura a nuove visioni rispetto ad una situazione tanto eccezionale quanto inattesa fino a far emergere le risorse personali per affrontarla. Una consulenza quindi che ha favorito un percorso di ricerca e formazione nella prospettiva generativa di nuove risorse fino a proporre ristrutturazioni attraverso l'apprendimento di nuove visioni, l'incremento delle proprie competenze genitoriali ed il sostegno a riprogettarsi verso un nuovo modo di affrontare il proprio impegno di genitori. Dunque riflessività e lettura critica della situazione non risposte preconfezionate per riappropriarsi della competenza per risolverlo.
Obiettivi e funzioni.
Un buon punto di partenza nel supporto educativo ai genitori deve innanzitutto promuovere solide capacità di analisi, lettura, comprensione e consapevolezza rispetto allo sviluppo di competenze che riguardano il cambiamento. Una modalità questa di comprensione della realtà che legittima nuovi modelli e schemi cognitivi ed affettivi che permettono di vivere contesti del tutto nuovo come quelli che la pandemia ha posto in primo piano. Così si possono riannodare i fili del proprio agire responsabile come genitori. I genitori devono aiutare i figli a potenziare quelle che la comunità europea ha indicato come le competenze chiave del XXI secolo: creatività, pensiero critico, problem solving e pensiero divergente.
Quindi è strategico accompagnare i genitori nella fatica della ricerca di nuovi capisaldi affettivo-emotivi aiutandoli ad assumersi il compito educativo specie in situazioni problematiche in modo sempre più autonomo così da produrre cambiamenti più stabili.
IL setting di uno sportello a distanza.
Le condizioni in cui si può svolgere uno sportello virtuale implicano la difesa di uno spazio ed un tempo da riscrivere completamente in situazioni di lockdown e di distanziamento. Ciò per il fatto che devono essere difesi dal coinvolgimento totale che si ha dall'ambiente domestico nel quale si è fatta l'esperienza di trascorrere in modo elettivo il proprio tempo. Quindi si è rivelato essenziale pensare ed interrogare il tempo della relazione genitori figli riguardo ai suoi significati, alle sue criticità e alle nuove possibilità . L'agire dilatato, decelerato è sospeso nel tempo che a volte è parso vuoto ha potuto costituire una ricchezza riguardo ai suoi capisaldi. Una esperienza educativa del tutto nuova per come è avvenuta ma soprattutto valutata pensata e agita dai suoi protagonisti, un mix di pensiero e azione, di razionale e spirituale secondo una visione olistica della vita con il semplice scopo di riscrivere il benessere familiare fondandolo saldamente sulle relazioni tra genitori e figli. Tale da superare la tentazione dell'isolamento sicuro che ogni famiglia ha tentato di costruirsi. L'atteggiamento giusto per vivere una vita dentro e fuori la famiglia ecologicamente sostenibile deve concentrandosi sul profondo valore del quotidiano. Perché tutto quanto è significativo lascia il segno, lascia traccia e memoria, emozioni e ricordi. E proprio da questo occorre ripartire dalla "ecologia dell'azione" per dirla alla Edgar Morin, fino ad allargare le conoscenze e le esperienze in modo da decelerare e selezionare, per ritrovare un nuovo equilibrio. Dunque non si deve pensare al prima e al dopo come a situazioni disgiunte, opposte una all'altra ma come un'occasione per riscoprire una prospettiva più lenta o per usare un termine moderno più slow.
H.G.Gadamer ricorda che: - La salvezza dell'umanità dipende dalla consistenza della famiglia, dalla forza che questa ha di trasmettere al bambino i valori, il senso della libertà, la gioiosa importanza della cultura-. I genitori , grazie a quel legame d'amore che si sperimenta nella quotidianità, possono provvedere in modo responsabile alla crescita armonica ed equilibrata dei propri figli, attraverso una serie di decisioni fondate su di un panorama di valori, intesi non solo come contenuti ma soprattutto come modi di porsi di fronte alla vita. Ci ricorda J. Maritain che -Anche ad un livello più modesto la vita familiare ha nei suoi modi spontanei la capacità di fornire al fanciullo una formazione morale ed un' esperienza di amore reciproco che nessuno può sostituire. Solo quando ciascuno si sente amato diventa egli stesso capace d'amore e non solo di amore verso gli altri ma anche di amore per la cultura, vissuta proprio attraverso i genitori, inclusi gli ideali morali e spirituali nei quali credono.
Una pista di autoriflessione on line.
Lo stile educativo in famiglia è il complesso di atteggiamenti che un genitore mette in atto nei confronti dei propri figli : ovvero anche tutti i gesti, gli obiettivi e i valori che ogni mamma e ogni papà portano con sé quando si relazionano con il proprio figlio. Da tutto ciò ne discende un delicato equilibrio in cui si miscelano affetto e regole per aiutare i figli a sviluppare l’autonomia e l’indipendenza in sostanza quegli strumenti che li irrobustiscono a livello emotivo davanti alla vita proprio per renderli felici.
Ma per i figli cos’è la felicità? Anche loro come gli adulti la sperimentano come un’esperienza piacevole contrapposta alla tristezza?
Secondo alcune ricerche effettuate dal sociologo Stefano Laffi i ragazzi chiamati a stilare una graduatoria scelgono in questo modo:
Relazioni familiari;
Gioco con gli amici;
Attività piacevoli svolte individualmente ( play/ video games);
Avverarsi dei desideri;
Gratificazioni personali.
In sostanza quando si fa esperienza della felicità si prova una grande energia, appagamento e pace con se stessi e con gli altri. Si è in grado di attivare anche la gentilezza è la generosità .
Tipica è la frase che riassume tutto ciò : “ Se sto bene sono più buono”.
Occorre chiedersi se in tempi di emergenza è possibile sostenere la vera felicità, quella significativa che da senso allo stare insieme in famiglia.
E allora quali può essere il peso specifico delle regole che permettono di promuovere la giusta felicità?
Insegnare la coerenza per capire che le scelte non puntano al soddisfacimento personale;
Imparare a dire “ ti voglio bene” che significa prestare attenzione non solo al corpo e alla mente ma anche alle emozioni;
Riservare del tempo per fare qualche cosa insieme in modo da condividere attimi di pace e tranquillità in modo creativo lontani dai mille impegni che assillano nel quotidiano;
Educare ai desideri: quelli giusti che aprono il cuore alla ricerca delle cose semplici e significative non semplicemente gli “oggetti” che omologano alle mode ma i “talenti” che valorizzano le capacità personali;
Aiutare a scoprire interessi e capacità personali di ampio respiro di quelle che fanno sentire unici fra tanti e rispettosi della diversità . Perché ognuno di noi è unico e specialmente i figli sono uno diverso dall’altro;
Ascoltare i figli che dimostrano il proprio bisogno di attenzione e di affetto anche quando dicono di “fregarsene” oppure dichiarano una cosa e subito dopo ne sostengono un’altra.
Passi per rilanciare la felicità in famiglia quella che regala il sorriso, una grande energia, la gioia di stare con sé stessi e con gli altri e si costruisce giorno dopo giorno attraverso un cammino di speranza.
1 Cercare di parlare meno e ascoltare di più;
2 Perdonare più spesso per sorridere di più ;
3 Superare la tristezza per apprezzare di più quanto è stato donato;
4 Cercare di amare in modo più autentico per scoprire il tesoro nascosto nel cuore degli altri;
5 Riuscire a rispettare gli altri per essere rispettato;
6 Giudicare meno gli errori degli altri per accettare ed essere accettato;
7 Considerare la felicità non un gesto occasionale ma un mezzo per dare senso ai tanti eventi della vita.
Ciascuno degli argomenti viene periodicamente trattato sul blog e sulla pagina Facebook nella prospettiva del problem solving familiare.
Bibliografia.
@bibliotecagenitori,
bibliotecagenitori.blogspot.com,
#bibliotecagenitori .
articoli su“Vita dell’Infanzia” Opera Nazionale Montessori
Aiuti ai genitori: la biblioteca scolastica ( 2003);
Conversazioni con i genitori ( Gen/ Feb 2006);
La cura degli affetti familiari. (Nov/Dic 2008);
Promuovere il progetto di vita (sett/ott 2016);
Biblioteca scolastica/ sezione genitori (Gen 2019).
Educare i figli al dialogo formativo Babele 25,Magi;
“Star Bene a scuola. Vivere con in valori” (2006) EMI;
Indire su Puntoedu.“Educare al progetto di sé.”(2007).
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